Convegno 100 anni

Il 7 novembre 2015 nell’Aula Magna del Liceo Balbo di Casale Monferrato si è svolto il Convegno “Giovannina Mazzone: il genio femminile tra missione e impegno sociale” organizzato dalla diocesi di Casale Monferrato e dall’Istituto N.S. di Lourdes in occasione del primo Centenario di fondazione dell’Istituto.

Carlo Baviera

Carlo Baviera ha svolto un intervento dal titolo “Contesto sociale e azione di Giovannina Mazzone a favore delle donne e suo operato all’interno del movimento sociale cattolico in Diocesi” evidenziando che “in uno Stato ormai unificato, che si stava modernizzando, e nel quale iniziava la seconda rivoluzione industriale, ma all’interno del quale si era aperta la questione romana, Giovannina Mazzone fu tra le prime ad agire per l’emancipazione femminile” operando “ in una Casale e in un Monferrato caratterizzati da una popolazione rurale in prevalenza disagiata (per la crisi del settore agricolo), da una diffusa miseria, da emigrazioni, pur in presenza dello sviluppo iniziale delle Industrie del cemento” e che “in linea con l’insegnamento della Rerum Novarum e delle Settimane Sociali dei cattolici la signorina Mazzone dimostrava di essere già all’avanguardia anticipando quella che ora chiamiamo la Chiesa in uscita”, fondando l’Unione delle spose e madri cristiane e l’Unione delle Maestre, l’Opera per la Protezione della Giovane (con una grande attenzione alle fornaciaie), caldeggiando le unioni professionali per infermiere, stiratrici, maestre, sarte, domestiche, fornaciaie, assistendo le mondariso, costituendo per le lavoratrici e le setaiole il laboratorio di Mirabello e il centro di S,Teresa.

 

 

 

Sergio Favretto

Sergio Favretto ha parlato di “Giovanna Mazzone: innovazione e contemporaneità” utilizzando una chiave di lettura non tipicamente biografica e descrittiva, e ha tracciato la dimensione pubblica di Giovannina; essa “non potè certamente essere protagonista diretta della scena pubblica piemontese” infatti “le donne furono esiliate dalla partecipazione attiva alle scelte pubbliche; le direttive della Chiesa ufficiale invitavano al non impegno in politica; la cultura dominante della classe dirigente era maschilista, molte intuizioni femminili vennero tacciate di velleitarismo” ma “la Mazzone, goccia dopo goccia, con coraggio e grande lungimiranza, seppe capire il proprio tempo e condizionarlo con la propria azione”. “Nei primi decenni del ‘900 non impedì che le proprie iniziative assumessero rilevanza pubblica, partecipando ad eventi di impegno collettivo del mondo cattolico sui temi del lavoro e dell’affermazione dei diritti; durante il ventennio fascista espresse chiaro dissenso e durante la Resistenza offerse sostegno al CNL e ai partigiani cattolici…nella sede di via Trevigi, si posero le basi dell’antifascismo cattolico del Monferrato e della rinascita post Liberazione… Mazzone non si adagiò al conformismo e non rinunciò mai ad esprimersi in autonomia politica e sociale. Fu innovatrice nelle idee, nelle opere e nelle opzioni pubbliche. Con una spiccata capacità di progetto, seppe costruire nuove forme di offerta formativa ed assistenziale. Non fu mai isolata; alimentò, invece, una rete sociale e culturale-formativa con don Orione, con la madre Michel, con Torriani, con le esperienze di volontariato torinese e le dinamiche del mondo del lavoroFu educatrice e animatrice di grande contemporaneità”