La fondatrice

Giovannina Mazzone nasce a Casale Monferrato (Al) il 28 luglio 1861. Figlia del Primario di Medicina dell’ Ospedale Santo Spirito, perde la mamma venendo alla luce.
Non ancora ventenne fonda, per le amiche, una Scuola di Catechismo presso la parrocchia di S. Stefano; nel 1883 lo zio Giuseppe l’aveva portata in visita a Parigi e lei presso la Chiesa di S. Sulpice era stata attratta dal celebre «curé» Dupaulou, e su questo modello, nel 1892 nacque l’Oratorio, uno dei primi in Italia, un vero Oratorio e Ricreatorio per ragazze. 
Per realizzare il suo motto “Ogni forma di bene mi attrae” fonda la Congregazione religiosa diocesana delle “Figlie di N.S. di Lourdes”.

Dopo poco l’Oratorio si trasformò in un un Convitto. E alla fine dell’800 teneva contatti con Don Orione a Tortona e con la Madre Teresa Michel di Alessandria che perseguivano analoghi scopi. Nell’ Istituto vennero accolte anche orfanelle, bambine povere, ragazzine scampate al terremoto della Calabria, in una continua opera assistenziale.

La sua attività fu talmente riconosciuta che nel 1910 le venne concessa dall’autorità vaticana la medaglia d’oro «Pro Ecclesia et Pontefice». Fu allora che dopo trent’anni l’Oratorio prese il nome di Opera di N.S. di Lourdes e, per realizzare il suo motto “Ogni forma di bene mi attrae”, viene fondata la Congregazione religiosa diocesana delle “Figlie di N.S. di Lourdes”.

La sua figura, alla fine dell’ottocento e nei primi decenni del secolo scorso, è notissima in Piemonte; tutti ricorrono a lei nella certezza di trovare sempre un aiuto generoso ed efficace.

Intanto la “signorina” Giovannina si dedica all’ assistenza morale e sociale delle mondariso, crea un Circolo di Cultura ed un Convitto per studentesse, istituisce una rete di assistenza per le domestiche e per le lavoratrici delle fornaci di cemento casalesi, è animatrice del risveglio sociale dei cattolici e della fondazione dei Circoli della Gioventù Femminile di A.C. in tutto il Monferrato.

Nel 1946 venne colpita irreversibilmente da una paralisi progressiva, anche se dalla sua carrozzella continuava a partecipare quotidianamente alla vita dell’ Istituto, ricevendo e consigliando sempre le «sorelle» e le ex allieve.

In fama di santità muore a Casale Monferrato il 9 gennaio 1954.

Estratto dal volume “Un secolo di Monferrato. Personaggi e avvenimenti dal novecento al 2000“ Editrice Monferrato, 1999